Comune di Cupramontana

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MIELE

Ape appoggiata ad un fiore

 

Le Marche conservano un’antica tradizione di apicoltura con una diffusione capillare su tutto il territorio.

Il particolare paesaggio di Jesi e dei suoi Castelli, intervallato da calanchi, ripe, fossi e corsi d’acqua permette molteplici coltivazioni foraggere (erbe medica, lupinella, ecc.) o da seme (girasole, coriandolo, ecc.) circoscritte da arbusti e siepi selvatiche ricchissime di fioriture e generose di nettare e polline.

Le api producono a Cupramontana mieli diversi:

Miele acacia (chiaro-trasparente; sempre liquido, dal gusto dolce e delicato)
Miele girasole (giallo dorato; compatto e duro, dal gusto leggero e caratteristico)
Miele millefiori (dal giallo chiaro al marrone bruno; è il più variegato nel profumo e nel sapore)
Miele melata (dall’ambra scuro al nero con riflessi verdastri; semiliquido o morbido, con un forte aroma).

Il più particolare è il miele melata di quercia, ricco di minerali e ideale anche in abbinamento con i formaggi.

 

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEL MIELE - DE.CO. CUPRAMONTANA

Articolo 1
Il Comune di Cupramontana intende stimolare e promuovere la produzione di miele sul proprio territorio date le sue particolarità floristiche spontanee e coltivate, che danno origine a mieli uniflorali e multiflorali;

Articolo 2
La dicitura “Miele di Cupramontana DE.CO.” è riservata al prodotto ottenuto in conformità al presente disciplinare di produzione. Il Miele di Cupramontana DE.CO. viene prodotto nel territorio del Comune di Cupramontana ed è identificato dal logo DE.CO. che viene apposto su ciascuna confezione. La denominazione e il logo che costituiscono il marchio di identificazione del prodotto sono di proprietà del Comune di Cupramontana.

Articolo 3
Il Miele a denominazione DE.CO viene prodotto dalle api allevate nel territorio del Comune di Cupramontana da apicoltori residenti nel Comune.
I produttori che sono interessati all’utilizzo del marchio devono fare richiesta al Comune ai sensi del Regolamento De.Co.
Nella richiesta il richiedente dovrà specificare oltre alle proprie generalità, l’ubicazione dell’apiario (indirizzo, estremi catastali) con il numero delle arnie in produzione.

Articolo 4
Il controllo sulla conformita’ del prodotto “Miele di Cupramontana” al disciplinare è svolto secondo norme del regolamento De.Co. approvato dal Consiglio Comunale di Cupramontana.

Articolo 5
La denominazione “Miele Valchiampo De.Co.” identifica il prodotto ottenuto nel territorio comunale, che non abbia subito alcuna manipolazione, miscelazione o lavorazione successivamente alla smielatura.
Per miele si intende il prodotto alimentare che le api domestiche producono dal nettare dei fiori o dalle secrezioni provenienti da parti vive di piante o che si trovano sulle stesse, che esse bottinano, trasformano, con sostanze specifiche proprie, immagazzinano e lasciano
maturare nei favi dell’alveare.

Articolo 6
L’allevamento delle api avviene con l’ausilio di arnie stanziali o nomadi ubicate all’interno del territorio comunale del comune di Cupramontana.
Gli aderenti al marchio, ai fini di una più precisa caratterizzazione che n’esaltano l'alta qualità naturale, la genuinità, la freschezza, la salubrità dovranno attenersi alle seguenti successive restrizioni:
• II miele dovrà essere esclusivamente di provenienza floreale o da secrezioni naturali di altre parti d’erbe e piante;
• II contenuto d’acqua deve essere inferiore al 18%.
• II contenuto di HMF ( idrossimetilfurfurale ) non deve superare la soglia massima di 10 mg/kg al momento dell'invasettamento;
• La consistenza deve essere assolutamente naturale e tipica del miele, unicamente dipendente dalla varietà dei pascoli frequentati dalle api e dai naturali processi di  cristallizzazione che subisce con una conservazione in contenitori d’acciaio inox o vetro, in luogo scuro e ventilato, a temperatura ambientale (mediamente tra 10 -     20°C);
• L'indice diastasico medio non dovrà essere inferiore a 10 unità/g;
• II miele non dovrà contenere neppure tracce di pesticidi, insetticidi, anticrittogamici o in ogni caso di sostanze estranee alla sua naturale composizione, zuccheri o  amidi convertiti compresi;
• Dovrà presentare uno stato fisico stabile e senza difetti organolettici;

Articolo 7
Il miele, contrassegnato dal marchio di cui al precedente articolo, deve essere prodotto tenendo conto delle seguenti norme:
a) II pascolo delle api
• le aree di raccolta dove bottinano le api devono essere accuratamente selezionate e quindi lontane, da eventuali fonti d'inquinamento e contaminazione, da aree    metropolitane, da insediamenti industriali e da grosse arterie stradali e lontane da colture intensive che prevedono l'impiego di pesticidi pericolosi per l'ambiente;
b) l'apiario
• deve essere disposto in zone esterne ai centri abitati, le arnie poste a una distanza minima di 20 cm. dal suolo e ben arieggiate, in modo che le api e i loro prodotti  non ne risentono dell'umidità o della temperatura, del suolo, che può influire sulla qualità delle produzioni;
c) la scelta delle arnie
• le arnie devono essere esclusivamente di materiale naturale, come il legno, che garantisce la giusta traspirazione, benefica sia per le api sia per i prodotti    immagazzinati nelle celle, anche se presentano durata e robustezza inferiori rispetto a quelle in materiali compositi, devono essere verniciate solo all'esterno con  vernice ad acqua;
• i telaini devono essere in legno e i fogli cerei in pura cera d'api;
• i favi del nido devono essere sostituiti entro cinque anni, a rotazioni cicliche almeno due l'anno, poiché contribuiscono enormemente alla possibile soluzione di    problemi sanitari;
• i favi dei melari devono essere al momento della posa, vuoti, puliti, e non devono essere stati occupati da covata, nel tempo devono essere regolarmente sostituiti;

Articolo 8
La gestione sanitaria dell'apiario dovrà avvenire secondo le seguenti indicazioni:
• la sostituzione periodica delle regine, in media ogni due anni;
• la disinfezione delle arnie e dei telaini può essere di tipo termico o chimico ( soda caustica, ipoclorito di sodio al 20%) e con radiazioni gamma:
• per la conservazione della cera è ammesso l'uso d'anidride solforosa, di zolfo e di Bacillus Thunngensis;
• in caso di necessità e emergenza gli alveari potranno essere sottoposti a trattamenti contenenti principi attivi autorizzati dagli organi di controllo secondo le    tempistiche e le modalità d’uso dei prodotti ammessi;

Articolo 9
• all'inserimento del primo melario e obbligatorio inserire l'escludi regina;
• la raccolta del miele dagli alveari deve avvenire, solo ed esclusivamente, con i metodi meccanici d'allontanamento delle api, riconducibili all'apiscampo, scuotimento  e spazzolatura o il soffiatore ad aria compressa;
• possono essere sottoposti a smielatura solo quei favi del melario che non hanno ospitato covata;
• è vietato, nel prelievo dei melari, usare materiali chimici apirepellenti;

Articolo 10
E' vietato l'utilizzo di materiali e attrezzature nel laboratorio, non idonei dal punto di vista igienico - sanitario o in ogni modo in grado di compromettere la salute delle api e la salubrità del miele.
a) l'estrazione
• L'estrazione del miele deve essere eseguita solo tramite centrifugazione;
• Nella fase d’estrazione, qualora il miele si presenti eccessivamente umido, è consentito un trattamento con corrente d'aria calda o secca con idoneo    deumidificatore, la temperatura dell'ambiente del trattamento non deve superare i   35°C;
b) la filtrazione
• E' obbligatorio filtrare il miele, utilizzando un filtro a sacco di porosità compresa tra i 100 e i 500 micrometri anche se durante la fase della centrifugazione è già  stato utilizzato un filtro a rete.
e) la decantazione
• Nella fase di decantazione, devono essere utilizzati recipienti d'acciaio inox di dimensione e portata variabile;
• Al termine della decantazione, se il prodotto è venduto, deve essere posto in recipienti ermetici;
• Per la vendita all'ingrosso, i recipienti possono essere di plastica, acciaio inox. e/o altri contenitori consentiti per uso alimentare;

Articolo 11
L 'invasettamento
• Per favorire l'invasettamento è consentito mantenere nel laboratorio una temperatura di 30 - 35°C;
• II miele deve essere confezionato attenendosi alle disposizioni previste dallo Stato Italiano nella legge n° 753 del 12 ottobre 1982 e successive modificazioni;
• Come contenitori devono essere usati vasi in vetro bianco trasparente; la chiusura deve essere realizzata con capsule metalliche ad avvitamento o con diversa  personalizzazione autorizzata dalla Commissione del Marchio;
• durante il confezionamento del miele è vietato inserire qualsiasi sostanza estranea (conservante);
• Esso dovrà avvenire di regola finché il miele è allo stato liquido (di stagione);
• E' assolutamente vietato, la pastorizzazione e la sterilizzazione del miele;
• Nel caso è necessario, il trattamento termico nella fase d'invasettamento, cristallizzazione guidata o di trasferimento dopo l'estrazione, la temperatura del prodotto  non deve mai superare i 40°C;
• E’ vietato qualsiasi intervento sul miele che può causare una modificazione della struttura fisica naturale, a garanzia della verginità e integralità del prodotto, che  deve mantenere per l'alimentazione umana le stesse caratteristiche del miele conservato negli alveari come scorta a disposizione delle api.